BEATRICE, VITA SPEZZATA A 15 ANNI

Ho sempre scritto di notte non avendo mai dormito molto. Rifletto. Leggo. E stanotte la mia attenzione si é fermata su Beatrice, la giovane 15enne che si è tolta la vita buttandosi sotto a un treno perché obesa. Non so dire cosa abbia provato nel leggere non solo l’articolo in cui si riportava l’accaduto ma i commenti che lo accompagnavano.
Sono venuta a conoscenza di un profilo fb che da adito a commenti liberi, insulti per lo più su tutto e tutti. E già questo mi perplime. Perché esiste una pagina simile? Perché sul web si può dire tutto ciò che si vuole?
Immagino il tuo dolore nel sentirti derisa, non accettata, diversa e mi fa male pensarlo perché quando ci si trova davanti a queste tragedie, siamo tutti responsabili. Denotano il nostro fallimento come persone e come facenti parte di una società. Siamo state un po’ tutte te sai? Non avevi nulla che non andasse. Affatto. Mi domando se fossi stata io il genitore di uno dei ragazzi che ti ha derisa. No, non lo avrebbe fatto mai perché avrei trasmesso i valori. Come non mi sono mai permessa di farlo io. Anzi. Mi sono sempre battuta per chi credevo fosse in difficoltà. Vedi cara Beatrice siete nati in un’epoca bruttissima non è colpa vostra. Nascete in diretta facebook. Mangiate in instragram. Dormite twittando. Vi emozionate con snapchat. Non avete più nulla di reale e date peso a questi social network che altro non sono che svuotamento dell’anima. Noi abbiamo avuto il tempo di giocare a palla in strada, di sbucciarci il ginocchio, di scriverci delle lettere d’amore, di incontrarci di persona, di chiamare a casa chiedendo il permesso di uscire. Abbiamo avuto il privilegio di essere piccoli/e con i brufoli e senza ceretta perché ci siamo potuti godere la nostra età. Ora a 15 anni avete praticamente fatto tutto. Provato ogni emozione. Ogni tinta per capelli. Ogni smalto. Ogni trucco. Peccato che sia tutto falso. Perché? Perché non siete preparati alla vita e ad un insulto, due, tre, quattro vi uccidete. Cazzo! La vita è una. Come arrivate a questo?
Ma non esiste più la moda di chiudersi in casa piangendo quando qualcosa ci ferisce ascoltando le musiche di qualcuno per poi rialzarsi più forti di prima come abbiamo fatto tutti? E capendo soprattutto che non vale la pena piangere per degli imbecilli? No! Vi uccidete. Ma per chi? Per qualche idiota che avrebbe dovuto essere gonfiato di botte dalla mamma troppo impegnata nei saloni di bellezza? Nessuno è così importante da farvi del male. Nessuno.
Povera Beatrice tu non hai colpa se non quella di essere cresciuta in un mondo finto e marcio.
Se fossi stata mia amica ti avrei fatto tanto ridere e mai avrei permesso un gesto simile. Abbiamo distrutto un mondo. È colpa nostra piccola, non tua. Ho sempre pensato che la tecnologia ci avrebbe distrutto fin da ragazzina e oggi ne ho la prova ogni secondo.

Scusaci per non averti protetta.
Perdona la nostra idiozia e l’ignoranza che ci hanno logorato.
Riposa in pace angelo.

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